L’internazionalizzazione, leva per l’innovazione e la crescita del Terzo Settore


Chiara Pennasi | 13 Ottobre 2017

Le organizzazioni del Terzo Settore rappresentano uno dei pilastri del tessuto economico, culturale e di welfare del nostro paese. Con oltre 300mila organizzazioni attive, il Terzo Settore rappresenta il 6,4% delle unità economiche del sistema produttivo italiano e il 3,4 % dei lavoratori dipendenti. Si tratta di un settore dinamico che continua a crescere (+ 28% tra il 2001 e il 2011, secondo ultimo censimento Istat), creando nuovi posti di lavoro, rispondendo a bisogni crescenti dei cittadini e valorizzando i beni comuni. Queste realtà, oltre a generare più del 4% del Pil italiano, costituiscono di fatto la principale realtà produttiva del Paese nei settori dell’assistenza sociale (con 361 istituzioni non profit ogni 100 imprese) e delle attività culturali e sportive (con 239 istituzioni non profit ogni 100 imprese). Attività che hanno concrete e importanti ricadute occupazionali, economiche e sociali.  

Impegnate nell’affrontare nuove e crescenti richieste sociali con fondi pubblici ormai insufficienti, le realtà del Terzo Settore hanno necessità, più che mai, di ricercare e attivare risorse finanziarie provenienti da più fonti, tra cui i bandi dell’UE e dei diversi enti filantropici internazionali.   I programmi dell’Unione Europea, oltre a prestare particolare attenzione all’impatto sociale degli progetti finanziati, promuovono lo sviluppo di modelli di intervento in grado di prevenire o contrastare le problematiche sociali. Nonostante l’UE costituisca, di fatto, un’importante risorsa per la crescita e l’innovazione delle organizzazioni del Terzo Settore e dei territori in cui esse operano, i bandi europei sono ancora poco utilizzati ed esplorati da parte delle organizzazioni.  

Buona parte delle realtà del Terzo Settore non ha mai cercato di ottenere un finanziamento europeo, ma molte di loro hanno iniziato a guardare a Bruxelles come un’opportunità. Tra le ragioni che scoraggiano la partecipazione ai bandi dell’UE spica la percezione di complessità della gestione dei finanziamenti europei, collegata alla mancanza di competenze interne alle organizzazioni in grado di seguire tutte le fasi del progetto. Così è stato rilevato da un questionario realizzato nel 2014 da Fondazione Cariplo tra circa 1800 realtà del Terzo Settore, le quali hanno inoltre dichiarano che per poter accedere ai finanziamenti europei avrebbero bisogno di un sostegno concreto nell’elaborazione del progetto, nella rendicontazione, nella ricerca di partner, nel cofinanziamento, nonché nella segnalazione tempestiva delle opportunità esistenti.  

Partendo dai bisogni rilevati da questo questionario e da un sondaggio realizzato tra la nostra rete di fondatori, Fondazione Triulza in partnership con Fondazione Cariplo ha dato vita all’iniziativa “BEEurope: Bet on European Energies” per mettere in condizioni le organizzazioni del Terzo Settore, anche quelle di piccole dimensioni, di sviluppare progetti innovativi da presentare ai bandi dell’UE e dei diversi enti filantropici internazionali. L’obiettivo è stato quello di dar vita ad un sistema di strumenti dedicati al Terzo Settore nell’ambito di un percorso di “capacity building” in grado di irrobustire le organizzazioni fornendo loro nuove competenze, professionalità dedicate, informazioni tempestive o reti strategiche per poter competere al meglio a livello internazionale. Quattro gli strumenti individuati:   Il primo strumento avviato è il “Master in Europrogettazione – BEEurope” (le iscrizioni sono aperte fino al prossimo 25 ottobre) con l’obiettivo di formare figure professionali specializzate in materia di progettazione comunitaria e ricerca di finanziamenti dedicate al Terzo Settore e all’Economia Civile. Organizzato da Fondazione Triulza e Progetto Innovo, si svolgerà in Cascina Triulza (ex area Expo Milano) e prevede un approccio didattico fortemente operativo, concreto, laboratoriale ed esperienziale. Dopo una prima fase di formazione in aula, con laboratori di simulazione, partirà una seconda fase di scrittura di progetti veri con il supporto di tutor esperti. Il master si rivolge a giovani laureati, a professionisti e a operatori del Terzo Settore o di altri ambiti d’attività che vogliano migliorare le proprie competenze nell’ambito della progettazione europea. A luglio è stata pubblicata la prima Call rivolta alle organizzazioni del Terzo Settore che vogliano presentare idee e proposte di progettazione per individuare strumenti di finanziamento internazionali per la loro realizzazione. Fino a dicembre le organizzazioni potranno inviare a Fondazione Triulza le loro idee e proposte progettuali su cui poter avviare un lavoro di orientamento e accompagnamento.   Pensando alle tante organizzazioni che non dispongono di risorse interne esperte in progettazione europea, Fondazione Triulza metterà a disposizione loro, già da gennaio, un team di europrogettisti specializzati nel Terzo Settore e nell’Economia civile che offrirà un servizio di accompagnamento in tutte le fasi dell’europrogettazione, dalla individuazione dei partner nazionali e internazionali, alla scrittura, alla presentazione del progetto. Se la proposta venisse finanziata, il team potrà continuare a supportare la organizzazione in tutte le fasi di vita del progetto.   Per colmare, infine, la mancanza di informazioni tempestive e adatte ad ogni singola realtà sulle opportunità di finanziamento, Fondazione Triulza sta lavorando con un partner europeo per attivare nei prossimi mesi una piattaforma web capace di segnalare, in modo mirato a seconda del profilo dell’organizzazione iscritta al portale, i migliori bandi nell’ampio panorama delle opportunità internazionali.   Promuovere un insieme di strumenti e percorsi di accompagnamento che semplifichino e facilitino l’accesso ai bandi dell’Unione Europea è una strada obbligata ma non sufficiente. Oltre al superamento di alcune barriere che possono essere considerate “tecniche”, è necessario un approccio culturale nuovo verso la progettazione che punti verso l’innovazione sociale e che sappia coniugare radicamento territoriale e proiezione europea. Non a caso il progetto “BEEurope: Bet on European Energies” è stato lanciato a maggio durante l’edizione 2017 di “Human Factory Day: Ricerca & Società civile per l’innovazione sociale” in cui studiosi, esperti e operatori della società civile, della filantropia, del mondo della ricerca scientifica, delle istituzioni e delle imprese hanno sottolineato la necessità di costruire insieme progetti innovativi, con forte impatto sociale e nell’ambito di reti internazionali tese a realizzare nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Per informazioni: www.fondazionetriulza.org