Portare la psicologia dentro il Comune: l’esperienza di Capannori
Come strutturare il lavoro dello psicologo comunale nei servizi sociali
Dania D’Olivo | 14 Aprile 2026
Il Comune di Capannori (LU) ha anticipato le più recenti linee guida nazionali introducendo stabilmente la figura dello psicologo nei servizi sociali tramite tre assunzioni a tempo indeterminato. Questa scelta non ha solo ampliato l’organico, ma ha richiesto un ripensamento complessivo del servizio e una riorganizzazione dei processi operativi. Per rendere efficace l’integrazione delle nuove professionalità, si è resa necessaria l’elaborazione di linee operative specifiche, pensate per orientare il lavoro dei professionisti nel rispetto della loro autonomia e per valorizzare la collaborazione e la corresponsabilità nei percorsi di intervento.
In questo quadro è nato il percorso di definizione delle “Modalità gestionali e operative per la psicologia nei servizi sociali comunali”1,
sviluppato da un gruppo sovracomunale e multiprofessionale. L’obiettivo è stato costruire riferimenti condivisi, capaci di uniformare le pratiche e guidare in modo coerente il lavoro dei professionisti dei servizi sociali della Piana di Lucca.
Un modello centrato sulla presa in carico in équipe
L’attività dello psicologo si inserisce nel processo di presa in carico, inteso come percorso strutturato che va dall’analisi della domanda alla definizione di un progetto condiviso, fino al monitoraggio degli esiti. Attivata su richiesta del cittadino o su mandato dell’Autorità giudiziaria, la presa in carico consente di superare logiche prestazionali e frammentate, per orientarsi verso interventi continuativi e coerenti con la complessità dei bisogni.
Al centro dell’attività c’è l’équipe multiprofessionale, dove psicologi, assistenti sociali ed educatori convergono per costruire una visione unitaria del percorso di presa in carico. Il Comune ha assunto a tempo indeterminato due educatori professionali; in équipe collaborano inoltre mediatori culturali, pedagogisti e volontari delle associazioni del territorio. Lo psicologo contribuisce alla lettura delle dimensioni relazionali, emotive e familiari, partecipando attivamente a ogni fase: dall’analisi della domanda, alla valutazione multidimensionale dei bisogni, fino alla definizione del progetto di intervento, all’attivazione della rete dei servizi e al monitoraggio dei risultati.
Le diverse professionalità condividono principi etici comuni e un orientamento centrato sulla persona, valorizzando competenze specifiche e costruendo interventi coordinati, evitando sovrapposizioni e garantendo coerenza. Il valore di tale condivisione caratterizza il metodo: lo psicologo non lavora “accanto” all’assistente sociale, ma collabora attivamente, in uno scambio continuo di competenze e prospettive.
Ambiti di intervento e finalità
Lo psicologo opera su quattro direttrici strategiche: intercettazione precoce del disagio psicologico e relazionale; sostegno ai processi di crescita per nuclei con minori e adulti vulnerabili; valutazione in contesti giudiziari e di protezione sociale; promozione della prevenzione su temi quali genitorialità, inclusione e accoglienza.
Le modalità operative definiscono chiaramente i confini dell’intervento psicologico nei servizi sociali, distinguendolo dalle attività psicoterapiche-specialistiche di competenza dei servizi sanitari. All’interno del percorso di presa in carico in équipe, l’attività dello psicologo si sviluppa principalmente in due ambiti interconnessi: la valutazione, per comprendere bisogni e risorse, e il sostegno, per accompagnare processi di crescita e adattamento.
Valutazione
La fase di valutazione prende avvio con un’analisi preliminare condivisa in équipe, durante la quale ogni professionista contribuisce a chiarire: l’oggetto della valutazione, gli aspetti da approfondire e i soggetti da incontrare. Questa analisi è discussa collegialmente, definendo un percorso coerente con le finalità sociali e i confini professionali dello psicologo comunale.
La valutazione si concentra sul funzionamento individuale e familiare, sull’intercettazione precoce di segnali di disagio psicologico o relazionale e sull’identificazione di bisogni di salute, tutela e crescita. La fase di valutazione si sviluppa indicativamente in un massimo di 6 incontri entro 4 mesi e si conclude con la redazione di una relazione condivisa con l’équipe, che può includere proposte progettuali e indicazioni per il proseguimento del percorso.
Sostegno
L’intervento di sostegno mira a favorire processi di cambiamento, adattamento e crescita individuale e familiare, in assenza di patologia strutturata. Il percorso si svolge prevalentemente in modalità individuale, con azioni personalizzate definite nell’ambito del progetto condiviso, e ha una durata massima indicativa di 12 mesi o 12 incontri, per prevenire dinamiche di dipendenza. Al termine di questa fase, il percorso può concludersi oppure proseguire attraverso attività di gruppo, anch’esse condotte da uno psicologo, per consolidare le competenze e favorire il sostegno reciproco tra i partecipanti.
Il sostegno può includere consulenze familiari e interventi di prevenzione, supporto alle competenze relazionali, sempre in coerenza con le finalità del servizio. Anche in caso di conclusione o interruzione dell’intervento diretto, lo psicologo può continuare a partecipare all’analisi e alla lettura dell’evoluzione del progetto in équipe, assicurando continuità nell’accompagnamento del nucleo familiare.
Nei casi di problematiche psicopatologiche o psichiatriche, lo psicologo facilita l’aggancio ai servizi specialistici, preparando il nucleo familiare alla presa in carico da parte della ASL in un tempo massimo di tre mesi, anche partecipando a organismi territoriali integrati.
Progetto personalizzato
Il progetto individualizzato costituisce lo strumento centrale di lavoro. Viene costruito in modo condiviso, definendo obiettivi, azioni, responsabilità e indicatori di risultato.
La natura del progetto è dinamica: viene costantemente monitorato e aggiornato in funzione dell’evoluzione della situazione e degli esiti degli interventi. Tutti i componenti dell’équipe sottoscrivono il progetto e le relazioni destinate anche all’Autorità giudiziaria, garantendo responsabilità condivisa e coerenza delle azioni.
Strumenti e tracciabilità
Gli strumenti utilizzati dallo psicologo – colloqui, osservazione professionale, mediatori espressivi – sono coerenti con le finalità sociali e preventive dei servizi, senza sostituire le funzioni cliniche o psicoterapeutiche proprie dei servizi sanitari. Tra i principali strumenti mediatori espressivi utilizzati rientrano: il disegno, gli albi illustrati, i libri per l’infanzia e le carte narrative o metaforiche come quelle relative al programma P.I.P.P.I.
Ogni intervento viene tracciato in cartelle condivise dagli operatori dell’équipe, esplicitando obiettivi, azioni, tempi e indicatori di risultato, a garanzia di trasparenza e continuità. La documentazione sistematica costituisce uno strumento centrale all’interno dell’organizzazione dei servizi sociali comunali: permette il coordinamento tra professionisti, il monitoraggio dei percorsi, la valutazione dell’efficacia degli interventi e la predisposizione di relazioni per Enti esterni, Autorità giudiziarie o altri soggetti competenti.
Pur essendo parte integrante del servizio sociale comunale, lo psicologo mantiene la propria autonomia professionale: eventuali registrazioni di colloqui o note dettagliate sull’attività con i cittadini costituiscono strumenti personali, ad uso del singolo professionista, e non fanno parte obbligatoria della documentazione condivisa.
Confini chiari, integrazione possibile
Le modalità operative forniscono indicazioni per la relazione con il cittadino, mirate a garantire equilibrio tra prossimità professionale e chiarezza dei confini. La definizione del setting, la gestione delle comunicazioni e l’attenzione alle interazioni al di fuori del contesto lavorativo sono elementi essenziali per assicurare qualità della relazione d’aiuto e tutela del ruolo professionale.
Gli strumenti dello psicologo si inseriscono pienamente nel contesto operativo dei servizi sociali, senza sovrapporsi alle attività terapeutiche o diagnostiche di competenza sanitaria.
Per garantire una collaborazione efficace, ciascun professionista opera nel rispetto del proprio mandato e delle specifiche competenze, evitando sovrapposizioni sia con altri servizi sia all’interno dell’équipe multiprofessionale. La non chiara delimitazione dei ruoli e delle funzioni può infatti generare interferenze operative, ambiguità nelle responsabilità, disallineamenti o criticità nella collaborazione tra operatori. Questo può compromettere l’appropriatezza della presa in carico, oltre a incidere negativamente sulla comprensibilità del percorso da parte del cittadino.
La definizione chiara dei confini professionali non è un vincolo, ma una risorsa: permette allo psicologo di lavorare in modo integrato con l’équipe, in coerenza con l’amministrazione comunale di appartenenza, e assicura che la relazione con il cittadino si svolga in uno spazio di aiuto strutturato e responsabile, in cui le competenze del professionista possono esprimersi con efficacia.
Conclusioni
L’esperienza di Capannori dimostra come l’inserimento stabile dello psicologo nei servizi sociali comunali non rappresenti solo l’introduzione di una nuova professionalità, ma richieda un ripensamento organizzativo complessivo. È necessario costruire strumenti, linguaggi e procedure condivise che rendano concreta l’integrazione tra le diverse competenze.
Il lavoro multidisciplinare diventa così uno spazio stabile di confronto e decisione, in cui le professionalità coinvolte contribuiscono a una lettura più completa dei bisogni e a progettare interventi coerenti e mirati.
In questo contesto, la psicologia rafforza la capacità dei servizi di intercettare precocemente fragilità e vulnerabilità, orientando percorsi di sostegno personalizzati. Ma il vero elemento distintivo è rappresentato dall’équipe: è qui che la complessità viene riconosciuta e trasformata in azione, contribuendo a rendere possibile un welfare locale più integrato ed efficace.
- “Modalità gestionali e operative per la psicologia nei servizi sociali comunali della Piana di Lucca” approvate con determinazione dirigenziale del Comune di Capannori n.316 del 23/03/2026