Dal RdC all’AdI: l’esperienza di CISSABO


Deborah Attene | 28 Novembre 2023

Rispetto alla fase transitoria dal Reddito di Cittadinanza (RdC) all’Assegno di Inclusione/Supporto per la Formazione e il Lavoro1, il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali del Biellese Orientale (CISSABO), in qualità di capofila dell’Ambito Territoriale Biella/Cossato2, ha proceduto su diversi livelli. Da un lato, ha realizzato – considerati i numeri piuttosto ridotti – una disamina puntale rispetto alle situazioni dei beneficiari che hanno visto sospeso il RdC; dall’altro lato, ha proceduto tramite un’attività di orientamento dei beneficiari ai Progetti Utili alla Collettività (PUC), considerati come opportunità concreta per rimanere nel circuito dei servizi in previsione dell’entrata in vigore delle nuove misure.

Rispetto al primo punto, ad inizio agosto è stata realizzata una prima rilevazione dei dati, che vedeva un bacino 1.526 domande accolte e 193 sospese. Rispetto ad altri territori piemontesi e nazionali, la sospensione non ha impattato in modo drammatico e si è dunque potuto pensare a come gestire questa fase e a come rispondere ai nuclei familiari che si sono rivolti agli sportelli di accoglienza segnalando le loro difficoltà. Sono state quindi estrapolate da GePI tutte le 193 domande sospese ed è stata fatta una prima suddivisione tra domande già indirizzate al servizio sociale per il Patto di Inclusione Sociale e domande indirizzate al Centro per l’Impiego (CpI) per il Patto per il Lavoro.  La quota prevalente di domande sospese era indirizzata al CpI, pertanto si è proceduto a valutare, in collaborazione con lo stesso, caso per caso. Molte delle domande sospese indirizzate al CpI erano di nuclei comunque conosciuti e in carico al servizio sociale, per cui gli assistenti sociali hanno evidenziato gli elementi di fragilità dal punto di vista sociale di ciascun nucleo e condiviso con il CpI che queste fossero le motivazioni a sostegno delle 63 richieste di trasformazione portate avanti. Il processo ha seguito l’iter utilizzato fin dal 2020. L’Ambito infatti lavora da anni con il CpI attivando confronti per richieste di trasformazioni e passaggi delle situazioni particolarmente vulnerabili che presentano bisogni complessi. Nel corso del 2023 si è registrato un notevole incremento di richieste di trasformazioni, anche da parte dello stesso CpI senza una specifica richiesta del servizio sociale, probabilmente esito anche di una valutazione più approfondita dei casi da parte dei servizi per il lavoro.  

Ad ottobre, in seguito ad una seconda rilevazione di dati, nonostante le 63 trasformazioni effettuate, il numero di domande sospese è risultato maggiore, ulteriormente incrementato (267 domande sospese contro le 193 che si registravano a inizio agosto). Delle 267 domande sospese, 221 situazioni sono in carico al CpI e le restanti 46 al servizio sociale. Di questi 46 nuclei, il servizio sociale ha effettuato un’ulteriore valutazione puntuale, rilevando che circa la metà delle situazioni fossero persone contattate ma non presentatesi al servizio per cui era già in corso il processo di segnalazione per gli appuntamenti non rispettati, mentre per i restanti casi fosse in corso l’avvio della presa in carico. Rispetto alle 221 domande indirizzate al CpI, il servizio sociale ha proceduto nuovamente a verificare che non fossero situazioni conosciute per cui avrebbero potuto evidenziare elementi di fragilità, procedendo con le poche e ultimissime richieste di trasformazione.

Per quanto concerne i PUC, l’equipe multidisciplinare, composta da referente del CpI, coordinatore, educatore e assistente sociale dell’Ambito, si incontra ogni tre settimane circa per la valutazione delle candidature. Considerato anche l’oneroso investimento di tempo e risorse propedeutico all’avvio dei PUC (condivisione delle candidature, organizzazione dei corsi di formazione sulla sicurezza, realizzazione delle visite mediche per l’idoneità, ecc.), l’Ambito ha deciso nel tempo di ampliare l’offerta di posti disponibili per consentire un maggior numero di candidature in modo che potessero essere preparati all’avvio più candidati e si riducesse la possibilità di avere candidati non avviabili perché nel frattempo decaduto il RdC. Attualmente sono parecchi i posti disponibili e 10 le domande di Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) già agganciate ai PUC su 69 accolte sul nostro territorio provinciale: 4 conferme rispetto alla partecipazione ai PUC sono già state date e i primi benefici SFL erogati. Nella fase di transizione CISSABO ha infatti cercato di orientare il più possibile i beneficiari con RdC sospeso verso il mantenimento dei PUC, sottolineando che, benché la partecipazione ai progetti non fosse più obbligatoria, essa avrebbe probabilmente costituito un requisito preferenziale per l’accesso alla nuova misura. A fine 2022 i candidati PUC presi in carico erano 271, di cui 108 indirizzati al servizio sociale e 163 al CpI. Tuttavia, un largo numero di progetti non è mai stato avviato ai PUC a causa di decadenze RdC intervenute in corso d’opera con conseguente decadenza della condizionalità, esiti di inidoneità alla mansione e alcuni rifiuti di candidature da parte dei Comuni. In relazione a questo e in vista del SFL, l’Ambito si sta interrogando rispetto ad attività di sensibilizzazione e approfondimento con i Comuni perché, se con il RdC il rifiuto non comportava una sanzione nei confronti del beneficiario, con la nuova misura invece avrà una conseguenza diretta sulla percezione del beneficio. Si attende il decreto attuativo così da poter condividere con tutti gli attori coinvolti nella realizzazione dei PUC le indicazioni di dettaglio.

L’ultimo elemento riguarda la necessità di un raccordo con il CpI, non solo in relazione alle trasformazioni e ai passaggi di casi al servizio sociale o alla gestione del PUC, ma anche in considerazione dell’avvio del Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), che sta imponendo un’organizzazione e uno scambio ancor più strutturato rispetto alle persone attivabili all’interno dei percorsi formativi. Prima dell’avvio del GOL gli obbligati venivano indirizzati per lo più ai PUC, mentre da quest’anno gli impegni fissati dai servizi al lavoro nei progetti personalizzati con le persone dipendono dall’esito della profilazione GOL: tendenzialmente chi presenta delle difficoltà negli spostamenti e necessità di mantenere un impegno nei pressi dell’abitazione viene indirizzato verso i PUC, mentre chi presenta buone possibilità di poter investire nella propria formazione e in un inserimento/reinserimento lavorativo viene orientato ai percorsi di  formazione previsti da GOL.

Nell’ambito del Programma GOL il servizio sociale partecipa ai micropool avviati dal CpI per le situazioni con esito GOL 104, che presentano bisogni complessi. I micropool sono analoghi alle equipe multidisciplinari per i casi RdC con Analisi preliminare con esito C, con l’introduzione dell’interlocutore dei Buoni Servizi al Lavoro che ha in carico la persona per il Programma GOL, e rappresentano un prezioso momento di scambio tra servizi per la valutazione congiunta dei bisogni e delle opportunità del nucleo dal punto di vista sociale, formativo e occupazionale.

  1. Vedi anche altre esperienze pubblicate da welforum.it: Dal RdC all’AdI: l’esperienza di Padova e Dal RdC all’AdI: l’esperienza di Rho
  2. L’Ambito Territoriale Biella/Cossato, costituito dal Consorzio CISSABO capofila e dal Consorzio IRIS, è composto da 64 Comuni, per un totale di circa 160 mila abitanti. Per completezza di informazione si rappresenta che l’Ambito Territoriale Biella/Cossato si è scisso in Ambito Cossato (coincidente con il Consorzio CISSABO) e Ambito Biella/IRIS (coincidente con il Consorzio IRIS) dal primo gennaio 2023, prevedendo tuttavia una fase transitoria che vede il Consorzio CISSABO nel corso del 2023 mantenere le funzioni di coordinamento in materia RdC/AdI/SFL.